Il monito di Goffredo Bettini: «nessuno pensi di sostituire il Movimento 5 Stelle con Forza Italia»

Intervistato dal Foglio, il direttore di Rinascita difende il campo largo, sostiene Schlein e mette in guardia il Pd: avvicinarsi troppo a FI rischia di rompere con il patto progressista.

RedazioneFlusso Quotidiano
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In un’intervista concessa al Foglio, Goffredo Bettini parla dal suo temporaneo rifugio di Bangkok, dove un distacco della retina lo ha costretto a un delicato intervento chirurgico. Racconta di vedere ancora «annebbiato», ma sul piano politico la sua visione resta nitida. Il direttore di Rinascita lancia infatti un avvertimento preciso: il Partito Democratico non deve inseguire il centro né avvicinarsi troppo a Forza Italia, perché sul piatto c’è la tenuta stessa del campo largo.

Bettini non chiude al confronto con gli azzurri. Anzi, riconosce che un’eventuale evoluzione più moderata, garantista e autonoma di Forza Italia rispetto alla linea sovranista di Giorgia Meloni sarebbe «una buona notizia per la Repubblica». Tuttavia mette in guardia da possibili «pasticci» politici e da fantasiose manovre di palazzo: «Non vorrei – spiega – che qualcuno pensasse di sostituire il Movimento 5 Stelle con Forza Italia». Il campo largo, dunque, deve esserlo fino a un certo punto, per evitare che diventi «tanto largo da ospitare dei cavalli di Troia».

Sul fronte interno al Partito Democratico, Bettini difende il percorso avviato da Elly Schlein, convinto che il Pd abbia finalmente ritrovato «un profilo più chiaro e socialmente impegnato». Ma proprio per questo sente l’urgenza di sottolineare come non sia il momento di interrompere lo sforzo comune che le forze progressiste stanno portando avanti per erigere un argine alla destra di governo. E per questo non sente come un urgenza il tema delle primarie, che «non sono un obbligo» spiega, mentre ribadisce come ooggi sia più importante insistere in quel percorso comune per definire una «griglia di valori e di proposte fondamentali, unitarie e convincenti» attorno a cui lavorare. Sullo sfondo resta infine la partita del Quirinale: la futura elezione del Presidente della Repubblica sarà, secondo Bettini, il vero banco di prova per capire se Forza Italia vorrà davvero emanciparsi dalla destra meloniana oppure restarne definitivamente subordinata.

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