Il mondo brucia in oltre cento conflitti

Uppsala censisce 65 conflitti armati, la Croce Rossa oltre 130: dall’Africa al Sudan, le guerre ignorate dai media alimentano una crisi globale.

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
In Sudan più di 150mila morti e 14milioni di sfollati

ANSA

Le definiscono “guerra dimenticate”. Quelle che non conquistano le prime pagine dei giornali o i titoli dei Tg. Quelle che sono a piè pagina dell’agenda internazionale. Quelle che si fa fatica anche a conteggiare. Nel 2025, secondo la mappatura dell’Uppsala Conflict Data Program sono 65 i conflitti armati, di cui 13 definibili come guerre perchè con un numero di morti superiore ai mille. La Croce Rossa internazionale, in un report di fine agosto, parlava di 130 conflitti armati. Il disordine mondiale è anche nella decodificazione dei conflitti, nella loro rubricazione: “guerre ibride”, “guerre a bassa intensità”, guerre civili, guerre per procura... Di Ucraina, Iran, Palestina, Libano, Siria, sappiamo. Poco o nulla si scrive, invece, sui ventuno conflitti che insanguinano l’Africa subsahariana (tra gli altri, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger, Nigeria, Repubblica centroafricana, Somalia, Sudan, Sud Sudan Sudan del Sud), o quelli che, sia pure con intensità in regresso, continuano a provocare devastanti e permanenti crisi umanitarie: Yemen, Sudan, in primis.

Si stima che nel solo Sudan, dall’inizio della guerra nel 2023, i morti siano stati 150mila e 14milioni gli sfollati. Afghanistan, Pakistan, Mali, Nigeria e Camerun sono teatro di più guerre simultanee. E di scontri tribali, etnici o per il controllo del territorio, e delle sue ricchezze energetiche, in Stati falliti, come la Libia. Guerre, conflitti che al di là della numerazione, comunque altissima, uniti insieme delineano uno scenario da Guerra globale, che oltre a provocare quasi un milione di vittime accertate, determina spostamenti forzati di oltre 100milioni di profughi, mentre 300 milioni di persone nel mondo, nelle aree di conflitto, dipendono dagli aiuti umanitari, secondo i dati dell’agenzia Onu per gli affari umanitari (Ocha). Il quadro che emerge è a tinte fosche. Un mondo-Far West, dove a vigere è la legge del più forte e il diritto internazionale è diventato carta straccia. Scriveva Hanna Arendt: «La guerra non restaura diritti, ridefinisce poteri». Ed è quello che sta accadendo.

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