Il ministro Nordio e le mani della destra sulla giustizia

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Che Nordio sia sceso in campo sul referendum, generando danni a se stesso e al governo, è ormai arcinoto. Dall'accusa di "paramafiosi" ai membri del CSM, al rilancio delle accuse ai PM, incapaci a suo dire di dirigere la polizia. Una vera "voce dal sen fuggita" che svela, ancora una volta, uno dei suoi obiettivi: un PM accusatore di Stato con la Polizia di Stato alle spalle, guidata dall'esecutivo.
Perciò continua a far danni l'ex PM trevigiano, passato alla destra dopo aver dilapidato a vuoto milioni contro le coop e il PDS. E non c'è Mattarella che basti ad arginarlo. Di recente, poi, ne ha fatta una bizzarra: una notizia sfuggita ai più. Martedì è sceso in campo a Potenza come un incursore del tipo "boots on the ground", con un elicottero della Guardia di Finanza, per la campagna del "Sì" nel potentino. Ha rovinato il green dell'impianto, suscitando le proteste delle squadre locali che vi giocano. Elicottero di Stato a spese pubbliche e danni al campo che il Comune ripianerà.
E poi via con furore a perorare il "Sì", a caccia di pasticci collaterali e di magistrati da insolentire. Sempre con sprezzo del pericolo e del ridicolo. Hanno cercato di fermarlo e contenerlo in tutti i modi, da Meloni a Tajani, fino a Crosetto, "ministro turista fai da te". Perché ogni sua uscita genera un'emorragia di voti verso il "No" e verso l'astensione, e scopre gli altarini della controriforma del "Sì". Ma Nordio, si sa, non si astiene né si contiene. E nel suo "empito prosecco" c'è tutta la veritas della sua controriforma: le mani della destra sulla giustizia.