Il Medio Oriente delle donne che sfidano regimi, guerra e patriarcato
Dalle primavere arabe all’Iran, le donne restano il volto più tenace della protesta. Riccardo Noury ad Rinascita: «Pagano un prezzo altissimo. Oggi una petroliera conta più di una vita umana».

ANSA
Sono state protagoniste delle “primavere arabe”. Hanno animato la “rivolta di Piazza Tahir” e contribuito alla caduta del regime di Hosni Mubarak. Hanno caratterizzato l’”onda Verde” iraniana e dato l’impronta al movimento “Donne vita, libertà”. La speranza di un nuovo Medio Oriente ha il volto di donna. A cominciare dalle donne iraniane: Dice a Rinascita Riccardo Noury, storico portavoce di Amnesty Italia: « Le donne iraniane stanno continuando a pagare un prezzo altissimo. Noi siamo rimasti un po’ indietro, immaginando che il tema sia ancora e soprattutto quello del velo. La realtà ci dice che le attiviste iraniane sono state le protagoniste delle proteste di gennaio e le voci più alte a dire no alla guerra e no agli ayatollah. Per questo molte di loro sono in carcere e in alcuni casi rischiano l’impiccagione, come nella vicenda delle gemelle Rahimi, ventenni, una condannata a morte e l’altra a 25 anni per avere partecipato alle proteste contro il regime».
A Noury chiediamo perché le donne fanno così tanta paura ai regimi teocratici che imperversano nel Grande Medio Oriente: «Perché – è la sua risposta - sono quelle che hanno tutto da perdere vivendo sotto regimi patriarcali, misogini e in alcuni casi responsabili del crimine di apartheid di genere». La chiosa finale è amara e chiama in causa una comunità internazionale più attenta a Hormuz che ai diritti umani: «Ormai è sempre più evidente – afferma Noury - che una petroliera conta più di una vita umana». Rimarca Un Women, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere: «Le Ong per i diritti delle donne, fondamentali per la risposta umanitaria e la costruzione della pace in Medio Oriente, agiscono in uno spazio civico sempre più ristretto, con rischi di sicurezza crescenti e gravi carenze di finanziamenti. I difensori dei diritti umani delle donne affrontano intimidazioni, arresti arbitrari, detenzioni e, in alcuni casi, violenze letali».
Se hai trovato utile questo articolo, sostieni Rinascita: abbonarsi significa sostenere il pensiero critico e ricevere la rivista cartacea direttamente a casa
Abbonati