Il governo prende tempo, Meloni fa campagna
Dall’ex Ilva al fisco, le risposte restano sospese. La premier attacca Bruxelles e opposizioni, mentre la manovra alimenta le tensioni nella maggioranza.

ANSA
Il governo riunito nella giornata di martedì in Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’avvicinamento a quella che sarà l’ultima manovra della legislatura, per la quale stando alle parole del ministro dell'economia Giorgetti «si annunciano nuvoloni all’orizzonte», ha deliberato su diverse materie come l’ex-Ilva, il nuovo codice della strada, l’autonomia differenziata. Le misure adottate, sia quelle che riguardano la crisi della produzione siderurgica che quelle relative all’economia più in generale (caro energia, politica fiscale, ecc), sembrano volte a prendere tempo sperando in qualche buona nuova dai colloqui con del prossimo consiglio europeo.
Per il momento i lavoratori dell’ex Ilva devono accontentarsi dell’ennesimo ricorso alla cassa integrazione, il tanto annunciato taglio dell’Irpef è in stand by in attesa di capire se ci sarà maggiore flessibilità da parte dell’Europa, mentre, va ricordato, siamo in procedura di infrazione per lo sforamento del 3% del rapporto deficit-pil e il quadro internazionale precipita ogni giorno di più nel caos: la vicenda dell’accordo tra Trump e Putin sul gasolio russo è emblematica. Nelle comunicazioni odierne al Senato da parte della presidente del consiglio la linea comunicativa è stata, infatti, molto aggressiva, forse troppo: ha attaccato l’UE sul caro energia, le opposizioni per il loro ruolo. Questa scelta è probabilmente necessaria per coprire le tensioni che giocoforza la maggioranza sta vivendo nella stesura della manovra che accompagnerà il prossimo anno, quello delle elezioni. Ecco, oltre alla necessità di compattare il proprio fronte, sembra evidente che Giorgia Meloni abbia aperto la stagione della campagna elettorale permanente: comprensibile, sicuramente legittimo, ma difficilmente conciliabile con le necessità di un Paese preoccupato, stanco e impoverito.
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