Il futuro europeo passa da Kiev
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz propone di associare l'Ucraina all'Unione prima della piena adesione. Non un ingresso completo, ma un passo politico immediato: per dire che il futuro di Kiev non può essere deciso senza Bruxelles.

ANSA
L'adesione piena dell'Ucraina all'Unione europea non avverrà in tempi brevi. Serviranno riforme, ratifiche, verifiche tecniche e passaggi politici complessi. Ma quel tempo non può trasformarsi in una sala d'attesa senza prospettiva. È da qui che nasce la proposta del cancelliere tedesco Friedrich Merz: una membership associata, con Kiev coinvolta nel processo europeo prima dell'ingresso formale. Partecipazione alle riunioni ed eurodeputati senza diritto di voto, presenza nelle istituzioni, un commissario senza portafoglio, accesso graduale ai programmi europei e un legame più forte sul piano della sicurezza.
La forza della proposta sta nel trasformare l'attesa in integrazione progressiva. Non promettere ciò che oggi non è possibile, ma nemmeno lasciare l'Ucraina in una zona grigia mentre si decide il suo futuro. La sua associazione all'Unione significa riconoscere che la guerra ha già cambiato il significato dell'allargamento. Non è più solo una procedura tecnica. È una scelta strategica europea. Significa anche mandare un segnale nei negoziati di pace: il futuro dell'Ucraina non può essere deciso solo tra Washington, Mosca e Pechino. Se Bruxelles vuole pesare nella soluzione del conflitto, deve dimostrare che Kiev appartiene già al suo spazio politico. Dopo questa guerra, l'allargamento sarà il modo in cui l'Europa deciderà se restare una somma di Stati che reagiscono agli eventi, oppure diventare finalmente un soggetto geopolitico.
Se hai trovato utile questo articolo, sostieni Rinascita: abbonarsi significa sostenere il pensiero critico e ricevere la rivista cartacea direttamente a casa
Abbonati