Il dissenso in stato di fermo

Trattenimenti preventivi dai sedici anni e repressione nelle piazze: il confine tra ordine pubblico e arbitrio nel nuovo decreto sicurezza.

Federico TantilloFlusso Quotidiano
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ANSA

È l’ennesimo pacchetto sicurezza del governo Meloni. Approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre, entra in vigore il 23. Una sequenza iniziata quattro anni fa con il decreto anti-rave arriva all’ennesimo intervento su manifestazioni giovanili. Tra le norme più inquietanti c’è l’estensione del trattenimento preventivo negli uffici di polizia fino a dodici ore, anche in luoghi affollati e, dai sedici anni, per i minorenni. Non serve aver commesso un reato: basta una valutazione preventiva dell’autorità di pubblica sicurezza. Ma è davvero sicurezza? O rischiamo di essere sul terreno dell’arbitrio?

Colpisce che tutto ciò avvenga mentre Mattarella invita a non ridurre la questione giovanile alla dimensione dell’ordine pubblico: il 21 ottobre chiede uno «sguardo di ampia visione» sul malessere delle nuove generazioni. Un malessere che, oggettivamente, ha radici reali. Il decreto va nella direzione opposta: nuovi reati, repressione. Sabato a Torino e Bologna abbiamo assistito a numerose cariche con uso di lacrimogeni e idranti; a Bologna un idrante ha preso di mira perfino un’ambulanza intervenuta in soccorso di un manifestante colto da malore dopo una carica. A Milano il centro era presidiato da uno schieramento imponente di forze di polizia, col supporto dell’esercito. Amnesty ha raccolto segnalazioni di casi di minorenni trattenuti per ore, senza informare le famiglie, con diverse denunce di controlli a carattere razzializzato.

Chi commette violenze deve risponderne. Sempre. Ma la violenza di pochi non può diventare il pretesto per criminalizzare tutti. Una democrazia si misura quando il dissenso disturba. Se al conflitto sociale si risponde solo con la forza non si produce sicurezza: si alimentano rabbia e violenza. E lo Stato di diritto finisce, se non riesce a impedire che la Ragion di Stato prevalga sul diritto.

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