Il comizio di Giorgia Meloni in Aula: sfida le opposizioni, ma il Paese aspetta risposte

Tra toni da campagna elettorale, scontri in Parlamento e crisi internazionali, la premier rivendica l’azione di governo mentre cresce la distanza con le esigenze concrete dei cittadini.

Marco ColomboFlusso Quotidiano
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Meloni contro tutti. È questo il riassunto dell’informativa della presidente del Consiglio, intervenuta alla Camera in mattinata e poi al Senato nel pomeriggio, che nel suo intervento ha sfidato le opposizioni rivendicando l’azione del suo governo. Dai banchi della presidenza attacca quei partiti che «ci indicano come la causa di tutti i mali ma non chiedono le nostre dimissioni» perché, dice lei, sanno di non avere speranze elettorali. E proprio per incalzare i suoi avversari li sfida su tutto: «Vi sfido sulla politica, vi sfido a un dibattito nel merito» dice Meloni ostentando fiducia. Fino al clamoroso invito alla Commissione parlamentare antimafia ad indagare sulle infiltrazioni mafiose nel suo partito dopo le polemiche degli ultimi giorni: «Vi sfido anche su questo, non sono solita ingerire nel lavoro delle commissioni parlamentari di inchiesta, ma chiedo occuparsi dell’infiltrazione della criminalità anche dentro FdI».

E mentre da un lato finge di aprire ad un confronto con le opposizioni, dall’altro apre il suo intervento al senato attaccando i deputati che poche ore prima l’hanno incalzata alla Camera. «Ho ascoltato molti improperi, accuse, insulti tanta demagogia, quasi nessuna proposta reale» ha detto. Toni, insomma, che sembrano più quelli di un comizio da campagna elettorale che quelli di un presidente che riferisce alle camere sulla sua azione. Tra promesse, rivendicazioni e attacchi alle opposizioni Meloni sembra rivolgersi al suo elettorato, nel tentativo di limitare il calo mostrato dagli ultimi sondaggi, più che al Parlamento. E nel mezzo della più grave crisi internazionale degli ultimi decenni, forse, sarebbe stato più opportuno comportarsi da leader di Governo più che da capa di partito. Perchè i cittadini, oggi, han bisogno di risposte. Non di nuove promesse.