Il centrosinistra chiede lo stop all'import di prodotti dalle colonie israeliane in Palestina

Pd, M5s e Avs presentano una proposta di legge per vietare l’importazione di beni provenienti dalle colonie israeliane in Cisgiordania, considerate illegali dal diritto internazionale.

Marco ColomboFlusso Quotidiano
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ANSA

Stop alle importazioni di beni provenienti dai territori occupati illegalmente da Israelel in Cisgiordania. È l’obiettivo della proposta di legge presentata in Parlamento dai partiti del centrosinistra per dar seguito alla campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”, promossa da una coalizione di venti organizzazioni della società civile. Una norma che prevede un potere di controllo da parte dell’Agenzia delle dogane, che vigilerebbe sul rispetto del divieto, ma che lascia agli esportatori israeliani l’onere di dimostrare che i prodotti esportati non provengano da insediamenti illegali. In aggiunta a questo, la legge impegnerebbe il Governo a presentare ogni anno una relazione dettagliata sull’attuazione del provvedimento.

Dal punto di vista politico, la proposta rappresenta un passaggio significativo perché segna un tentativo del campo progressista di costruire una posizione comune su uno dei dossier più divisivi degli ultimi anni. Il punto centrale non riguarda Israele nel suo complesso, ma gli insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale e già oggetto di contestazioni da parte di ONU e Unione europea. Dal gennaio 2023, secondo i dati raccolti dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, 45 comunità palestinesi sono state completamente sfollate in tutta la Cisgiordania. Un’occupazione che sottrae territori e risorse ai palestinesi per alimentare l’economia israeliana. Per questo, vietare l’import di beni prodotti in quei territori significa ribadire la contrarietà all’occupazione israeliana della West Bank. In questo senso, la proposta appare anche come un test identitario per l’opposizione: capire se il campo largo sia disposto a tradurre in atti concreti le posizioni espresse negli ultimi mesi oppure se tutto resterà confinato nel linguaggio delle mozioni parlamentari e delle dichiarazioni politiche. E se la maggioranza di destra renderà difficile l’approvazione della legge, il suo significato politico è già evidente: trasformare la questione palestinese in un tema interno alla discussione pubblica italiana ed europea.

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