Il benessere oltre il PIL: la lezione europea agli Stati Uniti
Il rapporto del JRC della Commissione europea mostra che, misurando sostenibilità, salute, inclusione e disuguaglianze, l’UE supera gli USA in qualità della vita e benessere reale.

ANSA
È stato recentemente pubblicato da parte del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione europea un documento di confronto fra le performance di USA ed EU in termini di "benessere equo e sostenibile". Dal lavoro emergono chiaramente le migliori performance europee contrariamente alla vulgata sulla competitività fra le due potenze. Il progetto è stato guidato dal Professor Enrico Giovannini e si inserisce nel quadro delle priorità per il futuro dell'Unione europea, come indicato nel recente Foresight Report della Commissione.
Del resto, Giovannini ha anche fatto parte del gruppo di lavoro che ha terminato nell’autunno 2025 l’individuazione di un dashboard composto da 50+1 indicatori sul benessere sostenibile e inclusivo. Pur riconoscendo l'utilità del PIL, si considera anche la necessità di indicatori complementari per cogliere appieno tutti gli aspetti della qualità della vita, dell'inclusività e della sostenibilità. In questa fase in cui sono tornate al centro del dibattito le strategie per accrescere la competitività dell'Unione europea, il modello SIWB (benessere sostenibile e inclusivo) costituisce un essenziale dispositivo di valutazione, ma anche di confronto con altre realtà, in primis quella con gli USA, affinché la ripresa del motore economico europeo non divenga un obiettivo fine a sé stesso, ma uno strumento volto a garantire il benessere di tutte le persone, delle generazioni presenti e future, e del pianeta. Tutti obiettivi che si ritrovano del resto all’articolo 3 del TUE, ispirato a sua volta dai valori contenuti all’articolo 2.
Il rapporto del JRC confronta dunque il benessere sostenibile e inclusivo (SIWB) tra Stati Uniti ed Europa (UE). L'assunto di partenza è che il PIL o il reddito familiare non siano sufficienti per misurare il vero benessere di una società. L'obiettivo è mostrare come l'adozione di metriche più ampie (sensibili alla distribuzione, alla sostenibilità e ai limiti planetari) possa modificare radicalmente il confronto transatlantico.
Il Risultato principale è che il benessere racconta una storia diversa dalla crescita. Certo, tra il 2010 e il 2023, il PIL pro capite è cresciuto del 25% negli USA (contro il 17% nell'UE). Tuttavia, quando si allarga la visuale e si guarda al benessere corrente complessivo l'UE ha registrato un aumento di +9.5 punti percentuali, mentre gli USA solo +1.2 punti. La differenza è ancora più marcata nell'indice di benessere sostenibile e inclusivo (che include risorse future, resilienza, disuguaglianze, qualità istituzionale e ambiente): l'UE è migliorata di +4.0 punti, mentre gli USA sono peggiorati di -0.5 punti.
Non solo. Quando il PIL viene corretto per salute (aspettativa di vita) e disuguaglianza (usando la metrica del "reddito equivalente"), il supposto divario fra USA e UE addirittura si capovolge: intorno al 2022, l'UE ha superato gli USA in termini di benessere reale della popolazione. Insomma, il rapporto dimostra che un'analisi più ampia del benessere sociale modifica sostanzialmente il confronto USA-UE. Mentre gli Stati Uniti brillano per la crescita economica e le risorse future, l'Unione Europea ottiene risultati migliori in termini di benessere complessivo corrente, sostenibilità e inclusività, specialmente quando si considerano salute e disuguaglianze.
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