I Regeni presentano il conto: ora Meloni scelga da che parte stare

La famiglia chiede l’intervento dell’ambasciatore per ottenere i risarcimenti. Il governo al bivio tra lo slogan «giustizia per Giulio» e i rapporti riavviati con il Cairo.

Marco ColomboFlusso Quotidiano
RIVRINASCITA_20261019095219818_dd13d8639729c559036c94fe332a55c2.jpg

ANSA

La famiglia Regeni ora chiede il conto. Con una lettera inviata all’Ambasciatore italiano al Cairo, i legali della famiglia del ricercatore italiano torturato e ucciso nel 2016 chiedono un intervento diplomatico per rendere possibile il pagamento delle provvisionali stabilite dalla Corte d’assise di Roma nel processo agli 007 egiziani. La cifra, cinquecentomila euro in tutto, dovrebbe essere pagata dai tre agenti della National Security egiziana condannati a dieci anni di reclusione. Se l’Egitto dovesse però continuare a negare la collaborazione e fosse impossibile risalire ai tre responsabili, sarà il governo egiziano a dover pagare.

Rischia così di aprirsi uno scontro che con il risarcimento economico ha ben poco a che fare. La richiesta di Claudio Regeni e Paola Deffendi, infatti, apre un confronto diplomatico che palazzo Chigi ha provato fin qui ad evitare. La presidenza del Consiglio, costituita parte civile, aveva ottenuto a sua volta una provvisionale di 150mila euro ma la premier Giorgia Meloni aveva annunciato di voler attendere sentenza definitiva prima di pretenderli dal Cairo. Un tentativo, evidentemente, di rimandare una questione che rischia di incrinare i rapporti con un alleato che ritiene strategico - magari lasciando l’incombenza al prossimo inquilino di palazzo Chigi.

La mossa dei Regeni, invece, costringe il nostro paese a passare dalle parole ai fatti. Come scrivono loro stessi nella lettera, era stato proprio l’ambasciatore al Cairo a promettere che avrebbe «rispettato qualsiasi decisione della Corte». Ora che la decisione è arrivata, scrivono, «siamo con la presente a sollecitare un Suo attivo intervento per facilitare l’esecuzione del dispositivo della sentenza». Certi che non verrà meno «alla parola data alla famiglia Regeni».

Ora la palla passa alla diplomazia e al governo che si trova a dover scoprire le sue carte: sceglierà di tutelare gli interessi economici o pretenderà giustizia per il rapimento, la tortura e l’uccisione di un ragazzo italiano in Egitto?

Se hai trovato utile questo articolo, sostieni Rinascita: abbonarsi significa sostenere il pensiero critico e ricevere la rivista cartacea direttamente a casa

Abbonati