I droni di Lipsia: una nuova fase dello scontro tra Mosca e l’Occidente?
I droni esplosivi rinvenuti nell’aeroporto tedesco alimentano i sospetti sui servizi russi e segnalano una possibile escalation contro le infrastrutture strategiche europee.

Archivio Rinascita
Svolta nelle indagini sull’attacco all’aeroporto di Lipsia. Secondo gli inquirenti tedeschi, dietro l’operazione terroristica dello scorso agosto potrebbero celarsi i servizi di sicurezza russi. Ma quale sarebbe l’interesse di Mosca nel colpire un’infrastruttura europea?
Innanzitutto, Lipsia rappresenta uno snodo logistico di primaria importanza per i rifornimenti comunitari verso l’ Ucraina. I droni carichi di esplosivo rinvenuti sulla pista d’atterraggio erano infatti in prossimità di un aereo della nota compagnia di trasporto DHL, impiegata per questo tipo di operazioni. Ciò potrebbe in parte confermare la tesi della pista russa: nell’ipotesi peggiore, l’attacco potrebbe configurare un tentativo di colpire Kiev nella catene di approvvigionamento europee, in un momento di progressivo sganciamento statunitense al supporto materiale per la causa ucraina.
Le ferme condanne delle cancellerie europee si scontrano tuttavia con le dichiarazioni di Mosca, che nega qualsiasi coinvolgimento nella faccenda. D’altra parte, sabotaggi e interferenze russe non costituiscono una novità per le infrastrutture critiche europee. Si ricorda un precedente attacco avvenuto sempre a Lipsia nel 2024 nel sito DHL dell’aeroporto: secondo le autorità, l’intero piano sarebbe stato architettato dall’intelligence militare russa con il supporto operativo di reti clandestine. Nelle dichiarazioni della Kallas e dalla Von der Leyen, d’altra parte, gli attacchi di quest’anno rappresenterebbero una vera e propria escalation della guerra ibrida del Cremlino. Le modalità d’attacco impiegate sul territorio di uno stato europeo e appartenente alla NATO rappresenterebbero un nuovo livello della contrapposizione tra Mosca e Bruxelles, portando l’incursione dello scorso agosto al di sotto della soglia di un attacco militare convenzionale. La guerra, in tal modo, non sarebbe più confinata alle “porte dell’Europa”, ma sempre più all’interno dei paesi membri e dello spazio strategico comunitario. Lipsia assume così un’importanza fondamentale nel lento ma inesorabile mutamento del conflitto, in una fase diplomatica già stressata dalle recenti minacce di Putin su un’escalation militare in Ucraina e dalla recente diplomazia segreta avviata del capo della CIA a Mosca, volta secondo i tabloid internazionali a scongiurare un allargamento del conflitto.
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