Houthi, i nuovi padroni dello Yemen che sfidano Israele e il Golfo

Vincitori della guerra civile e ormai autonomi da Teheran, controllano Bab el-Mandeb e minacciano le rotte petrolifere delle monarchie arabe.

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ANSA

Nella gerarchia della mezzaluna rossa sunnita in Medio Oriente hanno superato l’Hezbollah libanese. Hanno sbaragliato le milizie del governo pro-saudita, discutono alla pari con la casa madre iraniana, tengono testa a Israele, minacciano le rotte petrolifere del Golfo arabico. Si sono impadroniti di uno Stato fallito ma d’importanza geopolitica cruciale nella regione: gli Houthi, i padroni dello Yemen. Sono loro i vincitori di una guerra civile, diventata ben presto una guerra di procura, che in oltre dieci anni ha provocato più di 300mila morti e una delle più devastanti crisi umanitarie certificate dall’Onu (stando a stime recenti delle agenzie delle Nazioni Unite, gli sfollati interni sono oltre 5 milioni, e più di 20 milioni (la metà della popolazione censita) sopravvivono grazie agli aiuti alimentari internazionali). Definirli la lunga mano di Teheran nel Golfo arabico è sminuire il ruolo che gli Houthi si sono conquistati sul campo. Non sono più uno dei proxy del regime militare-teocratico iraniano in Medio Oriente. Sono diventati un soggetto che decide autonomamente tempi, modalità e contenuti della sua azione armata, a volte anche in contrasto con i pasdaran iraniani.

Della “guerra di Hormuz”, gli Houthi hanno compreso l’importanza del controllo delle rotte petrolifere dell’area per sedere al tavolo che conta a livello regionale e internazionale. L’azione militare al servizio di una strategia geopolitica. Si spiega così la centralità nell’azione degli Houthi del controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb, cruciale per il commercio internazionale. Un’azione che ha portato gli Houthi a importanti successi militari, quali vengono considerati dagli analisti, la conquista del porto di Mocha e dell’isola di Perim, in mezzo alla Stretto.

Il rafforzamento del regime militare-teocratico iraniano. L’emergere degli Houthi yemeniti come attori centrali sullo scenario mediorientale. Le crescenti difficoltà delle petromonarchie del Golfo – Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein – nel tenere testa alla mezzaluna sciita. Davvero un gran risultato della guerra di Trump e Netanyahu all’Iran.

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