Guerra, dossier e Midterm: il labirinto trumpiano e il silenzio italiano

Bruno GravagnuoloFlusso Quotidiano
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ANSA

Dice Trump che la guerra continuerà fino a quattro settimane. Mentre l'Iran smentisce presunti colloqui in corso con Witkof, mai ricominciati. Continuano gli attacchi su Teheran e le operazioni israeliane in Libano. Con un milione di profughi. Il ministro degli Esteri iraniano parla di ecocidio contro l'Iran e promette vendetta "per gli affilati di USA e Israele". Parla di nuovo Vietnam se gli USA invadono. Dunque non è chiara ne' la ratio bellica né l'exit strategy del presidente americano, trascinato da Nethanyau. I paesi arabi colpiti non reagiscono e non entrano in guerra. A Trump non riesce la sacra unione militare con l'Europa che non accorre armata a Hormuz. E Merz respinge le sue accuse: "ruolo difensivo della Nato e guerra in quello scacchiere sono cose diverse".

L'Iran è un osso duro, e il blocco di Hormuz colpisce anche l'economia americana. La benzina in California è già a sei dollari al gallone. Prezzi italiani praticamente. Le Midterm incalzano e c'è il rischio di perdere il Texas oltre alla maggioranza al Senato. Il mondo Maga è deluso.

Non aveva forse Donald promesso di porre fine alle guerre? E invece non solo non è riuscito a chiudere in Ucraina. Ma va dicendo che può fare di Cuba ciò che vuole, dopo il Venezuela, e rivela che un ex presidente (Bush Jr?) gli avrebbe confidato di aver voluto anche lui attaccare l'Iran, "per evitare la terza guerra mondiale". Forse i capitalisti del cerchio Maga invitano Trump a chiudere la guerra. Ma lui appare più che mai impantanato, col rifiuto dell'Europa di correre a Hormuz, la Russia che torna a vendere petrolio, e la Cina compiaciuta per il trasferimento di missili americani dal Pacifico al medioriente. Due ipotesi: o Trump ha scelto la guerra per tenere alta la tensione a causa del rischio sconfitta alle midterm, o è ricattato da Israele sulla questione Epstein. Con files e dossier.

Intanto Giorgia Meloni rimane maglia nera in Europa. Nessuna dignità nè autonomia. E malgrado i droni su basi italiane, non proferisce verbo di condanna, ripetendo formule vuote su azione diplomatica e non coinvolgimento. Ancor più grottesco Tajani, disponibile per Missione Aspides su Hormuz. Dichiara infatti che "che l'operazione è complessa". Non aderire nè sabotare. In sintesi: irrilevanza per l'Italia, prestigio zero. E gli italiani non sembrano sentirsi tutelati dall' esecutivo, dalle bollette alla sicurezza. Il gradimento per Meloni dal picco del 45% è sceso al 37,5. Il governo è invece al 40% secondo Mannheimer. Alla vigilia del referendum è un segnale negativo sia per la destra che per il fronte del Sì.