Giorgia Meloni vuole tutto: l'obiettivo ora è il Quirinale
Nel salotto amico di Nicola Porro, la premier ribadisce di voler vincere le elezioni per poter scegliere il prossimo capo dello Stato

ANSA
È un intervento a tutto campo quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, da Nicola porro a 10 Minuti. Il passaggio più significativo della sua apparizione televisiva è quello che riguarda l’elezione del prossimo capo dello Stato: «Non è detto – ha spiegato – che non possa superarsi anche un altro grande tabù, quello di avere un presidente della Repubblica che non è di centrosinistra». Ma per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica serve prima vincere le elezioni, ed è qui che il discorso sul Quirinale si lega a quello sulla nuova Legge elettorale che, secondo Meloni, «non favorisce nessuno».
Meloni, insomma, parla chiaro: la destra non vuole più soltanto governare, vuole occupare stabilmente il centro del sistema. Dopo la battuta d’arresto sul referendum giustizia, le frizioni con Trump e l’irruzione di Vannacci, la premier alza la posta. La nuova legge elettorale, sullo sfondo del premierato, serve a blindare il capo del governo uscito dalle urne; la partita del Quirinale a normalizzare la destra nei vertici dello Stato. Ci si potrebbe trovare, insomma, con La Russa al Colle e Meloni di nuovo a Palazzo Chigi, ma con più poteri e meno contrappesi. Non sarebbe un semplice cambio di maggioranza: sarebbe una torsione delle regole. La democrazia parlamentare vive di mediazione, controllo, pluralismo; il disegno evocato dalla premier tende invece a trasformare il voto in investitura, la maggioranza in proprietà, le istituzioni in trofeo. Sottovalutare questo progetto sarebbe un errore. In un Paese impoverito, disilluso e con partiti lontani dalla società, la promessa di “stabilità” può diventare il nome gentile della concentrazione del potere. Per fermarla non bastano allarmi rituali: serve un’opposizione unita, capace di difendere la Costituzione e proporre democrazia partecipata, sviluppo sostenibile e giustizia sociale.
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