Gaza oltre Naza: due milioni di vite tra fame e macerie
Il film arriva in 500 sale italiane. Onu e Ong documentano una Striscia devastata, dove si continua a morire e la ricostruzione resta una promessa.

ANSA
Nel giorno in cui in 500 sale cinematografiche italiane esce l’atteso Naza, è bene documentare che cosa sia rimasto in piedi e in vita nella Striscia di Gaza. Raccontarlo con dati trati dai report delle più importanti agenzie Onu, da Ong internazionali, da Amnesty International, Emergency, e da inchieste di giornali e magazine israeliani come Haaretz è +972, e associazioni per i diritti umani quali B’Tselem e Peace Now. Gaza: una Striscia di 365 chilometri quadrati, dei quali oggi solo 98,9 “sono “fruibili” da 2milioni di gazawi. Un sovraffollamento che non ha eguali al mondo. Disumano.
Denuncia un recente rapporto di Amnesty International «Secondo la Valutazione finale rapida dei danni e dei bisogni nella Striscia di Gaza, condotta congiuntamente dalla Banca mondiale, dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite e pubblicata il 20 aprile 2026, circa 371.888 abitazioni – oltre il 76 per cento del totale – sono state danneggiate o distrutte nei primi due anni del genocidio, costringendo il 60 per cento della popolazione totale a continuare a vivere senza una casa, in una situazione permanente di sfollamento di massa e in condizioni disumane, insicure e prive di adeguati servizi igienico-sanitari».
L’85% delle strutture medico-ospedaliere è stato raso al suolo. Il 78% delle infrastrutture idriche distrutte o danneggiate. Il 100% della popolazione, sottolinea un report di Emergency, è «a rischio di insicurezza alimentare acuta. Gran parte con livelli di gravità definiti di emergenza o catastrofici».
Nella guerra a Gaza sono morti oltre 73.000 palestinesi e 175.000 feriti, un bilancio stilato dal ministero della Salute di Gaza (retto da Hamas) ritenuto attendibile dall’Onu: 1.245 morti e 3.916 feriti sono stati registrati dal 10 ottobre 2025 (dopo l’annuncio del “cessate il fuoco”). 40milioni di tonnellate di macerie che per essere rimosse il tempo stimato è di almeno cinque anni.
Stando a stime condivise dalla Banca mondiale, dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea, il costo della ricostruzione di Gaza ammonta a 71,4 miliardi di dollari in un arco temporale di dieci anni, con 26,3 miliardi necessari nei primi 18 mesi solo per ripristinare i servizi essenziali e le infrastrutture. Ad oggi, il Board of Peace messo in piedi da Donald Trump e da lui stesso presieduto, ha stanziato meno di 300 milioni di dollari. Una miseria.
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