Gaza, la deportazione nascosta dietro l’«emigrazione volontaria»

Ben-Gvir propone di far uscire 1,8 milioni di palestinesi in sette anni. Smotrich e Katz rilanciano il piano presentandolo come una soluzione umanitaria

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
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ANSA

Ora usano un linguaggio soft, addirittura caritatevole. Ma la sostanza non cambia: la Striscia di Gaza deve essere sgomberata e la sua popolazione deportata. Poiché il termine creerebbe sconcerto nell’opinione pubblica internazionale, è meglio parlare di «incoraggiamento dell’emigrazione».

In piena campagna elettorale, tra colpi bassissimi, teorie complottistiche e guerra perpetua, la destra fa a gara a chi la spara più grossa. Una competizione che vede Itamar Ben-Gvir, il ministro kahanista della Sicurezza nazionale, tra i protagonisti assoluti. La sua ultima trovata si chiama «Disimpegno 710»: un disimpegno-deportazione che il ministro ha dichiarato di voler portare avanti nella prossima legislatura.

«Ci sono Paesi disposti ad accogliere e ci sono moltissime persone che vogliono trasferirsi», ha affermato Ben-Gvir, secondo il quale «non ci sarà uscita senza un Paese di destinazione e ogni famiglia rimarrà unita. Non si tratta di espulsione forzata, ma della possibilità di uscita volontaria». L’obiettivo dichiarato è che «1,8 milioni di persone lascino la Striscia di Gaza entro sette anni. Chiederemo l’istituzione di un ministero ad hoc». «Dobbiamo sfruttare questo momento storico per incoraggiare l’emigrazione da Gaza», proclama Ben-Gvir.

Nel 2024 il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, altro ultrà kahanista, aveva definito l’emigrazione dei residenti una «soluzione umanitaria».

«Il piano per l’emigrazione volontaria da Gaza è ancora all’ordine del giorno. Non esiste altra soluzione per Gaza se non questa», asserisce un concorrente di Ben-Gvir, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, membro del Likud, il partito del primo ministro Benjamin Netanyahu. Citando sondaggi non meglio specificati, Katz ha inoltre sostenuto che «l’80 per cento della popolazione di Gaza vorrebbe emigrare» e che Hamas starebbe impedendo agli abitanti della Striscia di andarsene.

Il ministro della Difesa era già intervenuto su questo punto il 27 maggio, assicurando in un post su X che il piano di espulsione dei palestinesi dalla Striscia sarebbe stato «attuato nei tempi e nei modi appropriati».

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