Galli della Loggia cinico e baro

ANSA
Davvero Dio acceca chi vuol mandare in rovina. Nulla di troppo grave se la rovina colpisce solo i folli che invocano le buone conseguenze della guerra. Ma quando a vaneggiare sono opinionisti e storici paludati come Ernesto Galli della Loggia sul Corriere di ieri, con tanto di palchetto editoriale, allora la cosa si fa seria ed allarmante.
È già da tempo che Galli della Loggia, ex pacifista PCI e radicale anni '70, invoca la guerra come igiene del mondo e seria realtà esistenziale che misura il valore umano. E via con patria, identità e destino, siam pronti alla morte.
Ma stavolta, l'empito del prof. tanto caro a Valditara la spara proprio grossa, applicando all'Italia e alla guerra iraniana il seguente teorema: bene fece l'Italia a far capir che si dissocia "tutto sommato” (sic) e che abbia "fatto capire chiaramente che non saremmo per nulla entusiasti di richiesta di basi...". Dove, con la balbuzie del linguaggio, emerge una panzana: a parte il Crosetto imbarazzato dell'inizio, il governo è politicamente solidale a Trump e già offre appoggio logistico. Ma il teorema diviene poi, in generale e nel dettaglio, davvero vergognoso.
La guerra per Galli della Loggia apporta sempre buone cose come nel 1945. E l'Italia ha tutto da guadagnare dalla sua posizione consentanea e laterale a Trump. Dice infatti Galli della Loggia, l'Italia come paese politico non esiste, "sconfitta come fu e marginale nel mondo". Ma il vantaggio starebbe invece nel poter usufruire dei benefici di una vittoria israelo-americana che abbatte il regime iraniano. Perché — ecco la tesi — essa cambia da cima a fondo il Medio Oriente, inaugura la pace e colloca il nostro Paese "in un patto allargato di Abramo". Non siamo già assisi nel Board of Peace con uno strapuntino?
Sui vantaggi eventuali, Galli della Loggia, dimentico delle catastrofi USA nell’area, non è chiaro, però aggiunge, "potrebbero ben esserci di qualche tipo". Perciò basta frignare su Kabul l'Iraq, sulla crisi petrolifera e sull'inflazione causate oggi "dalle imprudentissime imprese del despota di Washington". Basta con le "anime belle" pacifiste di sinistra. Inconsistenti e inconcludenti. Qui si fa politica con la “P” maiuscola del tipo: speriamo che me la cavo al tavolo vincente. Come diceva prima di della Loggia quello del balcone! E "a volte - annota Galli - capita in politica di guadagnare vantaggi di qualche tipo".
Testuale, insomma. Un monito solenne quello di della Loggia di alto valore etico-politico. E più che anima brutta, quella del prof. è la solita anima furbastra del perenne carnevale nazionale. Altro che Machiavelli e Guicciardini. "O Franza o Spagna, purché se magna". E questa è la cinica morale.