Fuoco su mezzi italiani UNIFIL: Israele colpisce, il governo resta cauto
Attaccato un convoglio italiano in Libano, nessun ferito ma cresce la tensione. Giorgia Meloni parla di atto “inaccettabile”, mentre l’Italia convoca l’ambasciatore israeliano senza una condanna netta.

ANSA
Ancora una volta l’esercito Israeliano ha aperto il fuoco contro un convoglio di circa venti mezzi Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano. Questa volta, però, ad essere colpita è stata una colonna di mezzi italiana che, a seguito dell’aggressione, è dovuta rientrare alla base di partenza. Il particolare l’IDF avrebbe colpito un Lince, il veicolo tattico leggero in dotazione al nostro esercito, colpendolo ripetutamente con colpi d’arma da fuoco a pneumatici e paraurti mentre il mezzo era diretto verso Beirut. Nessun militare è rimasto ferito ma l’azione, deliberata, di Israele riaccende l’allarme sulle modalità di azione dell’Idf, in Libano come altrove.
Nemmeno questa aggressione diretta, però, ha convinto l’esecutivo a prendere una posizione netta su Israele. «È inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’ONU sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne» ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Parole a cui ci si aspetta segua una dura condanna che, però, non arriva. «Israele dovrà chiarire», si limita a scrivere la premier in una nota. Intanto una prima risposta concreta a questo attacco arriva dalla Farnesina con la convocazione dell’ambasciatore israeliana in Italia a cui si chiederà contro di questo episodio e dei nuovi attacchi in Libano. «Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza» ha detto il ministro Tajani, ribadendo che questo pensiero verrà riportato anche nel corso dell’incontro. Forse, con due anni di ritardo, si sta accorgendo di cosa sia successo a Gaza dopo il 7 ottobre.