Dopo il NO per Sigonella, il governo scelga il diritto internazionale
Il Governo nega agli Usa l'utilizzo della base di Sigonella per le operazioni in medio oriente: «Non hanno chiesto nessuna autorizzazione». Si evita lo strappo costituzionale, ma resta l’ambiguità politica nei rapporti con Washington

ANSA
Nella notte di venerdì 27 marzo il ministro della difesa Crosetto ha negato l’uso della base di Sigonella ai bombardieri USA come scalo per avviare una nuova fase delle operazioni americane nella guerra in Medio Oriente. Come riportato dal Corriere della Sera, « nessuno […] ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo». In pratica, gli USA avevano avviato l’operazione, che si è appurato essere al di fuori dei trattati e del mero supporto logistico, senza alcun confronto con il nostro Paese, obbligando il ministro e il governo a negare l’autorizzazione per evitare di violare la Costituzione.
Sia chiaro, in questi tempi in cui il diritto internazionale “conta fino a un certo punto” come ha spiegato qualche tempo fa il ministro Tajani, è comunque apprezzabile la scelta del ministro Crosetto. Tuttavia, il paragone con i carabinieri schierati a Sigonella nell’ottobre del 1985 non pare calzante: l’allora presidente del consiglio Craxi frappose, sotto lo scudo della Costituzione, i carabinieri alla “delta force” americana per difendere sovranità nazionale e rispetto del diritto internazionale. L’attuale governo, invece, muove dall’assunto del “non condivido né condanno” rispetto alla guerra in Iran e sceglie di partecipare come osservatore con la presenza del ministro degli esteri, unico tra i paesi UE, al Board of Peace di Trump (fortunatamente la Costituzione non ci permette di entrarvi a pieno titolo). Il comportamento degli USA in questa vicenda è una ennesima conferma di come l’azione della attuale amministrazione americana sia improntata alla volontà di potenza e di come intenda le relazioni internazionali.
Il governo Meloni non potrà continuare a lungo a tenere il piede in due staffe e dovrà scegliere, se ne ha la capacità: o con Trump e la legge del più forte o con la Costituzione e con il diritto internazionale. La scelta a noi appare semplice, ma alla presidente Meloni?