Dietro la crisi di Ceuta la contesa geopolitica sull'enclave spagnola

La crisi migratoria nasconde la contesa per Ceuta: Rabat sfida Madrid contando sull’asse con Stati Uniti e Israele, mentre la Spagna torna a guardare all’Algeria.

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
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Quando si usano i disperati come arma di ricatto. È quello che sta avvenendo tra il Regno del Marocco e la Spagna. Tema che le polemiche interne alla provinciale bottega politica italiana hanno messo in secondo piano. Eppure, il vero nodo del contendere tra Rabat e Madrid è di carattere geopolitico e riguarderà la città autonoma di Ceuta. Lo scontro nei prossimi mesi verterà sul futuro di questo promontorio di 18 chilometri quadrati. Ceuta, con Melilla, ha rappresentanza nel Parlamento di Madrid, ma Rabat considera entrambe residui coloniali e ne rivendica la restituzione. Su questo il governo spagnolo fa quadrato, incalzato dall’ultradestra di Vox, che mette al centro della sua agenda politica proprio la sovranità di Madrid su quegli antichi avamposti. Ma l’ambizioso re Muhammad VI non mostra alcuna intenzione di recedere dalla sua richiesta, anzi rilancia, facendosi forte di due alleati di peso: gli Stati Uniti e Israele. Qui, la vicenda di Ceuta s’intreccia con lo scontro aperto da tempo tra l’amministrazione Trump e il governo Netanyahu, da un lato, e il governo di Sánchez, dall’altro. La geopolitica e i conflitti in corso aiutano a capire. Trump e Netanyahu non hanno digerito le posizioni assunte dal premier socialista sulle basi americane di Rota e Morón, negate all’uso per la guerra contro l’Iran. Per non parlare delle ripetute denunce di Sánchez del genocidio di Gaza da parte delle Idf israeliane.

Muhammad VI va all’attacco, sfruttando la tragica fine di 70 giovani disperati morti affogati, convinti dai social che già nei primi metri oltre frontiera avrebbero trovato ospitalità e accoglienza, dopo essersi lasciati alle spalle miseria e patimenti. Ora, l’alleanza con Usa e Israele è il punto di forza del Marocco, entrato a far parte del Board of Peace per Gaza, su espresso volere di Trump, e sottoscrittore degli Accordi di Abramo con lo Stato ebraico. In risposta, la Spagna, dopo una rottura durata quattro anni, ha riallacciato i rapporti con l’Algeria, arcinemica di Rabat. La risposta del Marocco non si è fatta attendere: l’organizzazione dell’ondata migratoria di 50 mila disperati è solo un’avvisaglia.

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