Delmastro e l’abisso

Paolo FuriaFlusso Quotidiano
RIVRINASCITA_2026031919051545_ff9969ad5d8131a72ee21ee7415eb85a.jpg

Archivio Rinascita

Qualche giorno fa, l’ineffabile deputato di FDI Aldo Mattia ha dichiarato che per far vincere il sì occorre “utilizzare il solito sistema clientelare”. Un certo tasso di clientela ha sempre contraddistinto la politica italiana; ma è raro trovare un’attestazione così cristallina e spregiudicata. Fratelli d’Italia salda l’afflato antisistema con l’aspirazione a crearne uno, di sistema: un paese economicamente fragile, pieno di gente sottopagata e irritata, è il contesto perfetto per far attecchire un sistema di potere basato sul contatto, spesso inopportuno, tra funzioni istituzionali, business e scelte politico-economiche. Il governo vuole la separazione delle carriere per garantire una giustizia meno condizionata, ma si preoccupa dei conflitti d’interesse tra politica ed economia: non fatti giudiziari, ma questioni di opportunità politica, di un sistema orientato dallo scambio, dal favore, dalla clientela.

Rimane enorme la vicenda dell’incredibile sottosegretario Andrea Delmastro, che per il momento non ha alcuna rilevanza giudiziaria per lui, ma rappresenta chiaramente quell'impasto di politica, business e relazioni “pericolose”. Delmastro ha aperto una società con colleghi di partito a Biella, diventata feudo della destra. La società gestisce un ristorante a Roma; la socia col 50% delle quote è una diciottenne romana il cui padre è condannato in via definitiva dalla Cassazione per mafia.

A chi non capita, nella propria vita adulta, di incontrare diciottenni interessate a fondare una società nella tua città natale per aprire un ristorante a Roma, con la coincidenza che siano figlie di un condannato per mafia? La cucina fusion romano-biellese potrebbe portare a risultati squisiti. Delmastro la gestisca pure, dopo essersi dimesso da tutti gli incarichi istituzionali che evidentemente ricopre nel tempo libero, e stando attento a pistole, distintivi e rapporti inquietanti: persino da privato cittadino.