Ceuta, la crisi nata sui social: ora l’Europa chiama le Big Tech

Dalle false notizie sull’arrivo di 50mila migranti allo scontro tra Italia e Spagna. Bruxelles convoca Meta e TikTok, mentre per il 15 agosto circolano nuovi appelli.

Marco ColomboFlusso Quotidiano
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ANSA

Può un post sui social avere ricadute così pesanti da portare allo stop di Schengen e a crisi diplomatiche interne all’Ue? La vicenda di Ceuta mostra esattamente questo. Un fitto tam-tam social, nelle ore che hanno preceduto l’ingresso di cinquantamila migranti, ha diffuso false informazioni e speranze spingendo molti a lasciare tutto per correre alla frontiera. Da li, lo sappiamo, una serie di eventi che hanno portato a una crisi diplomatica profonda tra due stati membri, Italia e Spagna. Ora, la Commissione Europea ha convocato Meta e TikTok per chiedere collaborazione ai due colossi dei social per limitare la diffusione di messaggi come quelli di qualche giorno fa. Il timore di Bruxelles è che la facilità con cui notizie prive di fondamento si diffondono sui social possa portare a nuove crisi, non solo in materia di migranti.

Ceuta è infatti diventata l’esempio più evidente di come piattaforme social o di Intelligenza Artificiale prive di un controllo effettivo ed efficace possano portare a ricadute pesantissime nel mondo reale. Con un rischio ulteriore: che queste società possano diventare cavalli di Troia di potenze straniere in grado di minare la stabilità Europea. Mentre il vecchio continente è sempre più dipendente dalle cosiddette Big Tech, infatti, è evidente come queste società siano sempre più attente ai bisogni di Washington e Pechino piuttosto che a quelli di Bruxelles.

Il passaggio post-Ceuta si trasformerà insomma in un banco di prova sull’affidabilità di queste società nel panorama Europeo. L’obiettivo più immediato, come riporta Politico, sarà quello di eliminare gli account e i post che hanno diffuso false notizie su Ceuta favorendo l’arrivo in massa di persone dal Marocco. Ma il vero test sarà la disponibilità di Meta e TikTok a collaborare con le istituzioni europee per limitare la diffusione di contenuti potenzialmente problematici. Intanto sui social e piattaforme di messaggistica sono già ricomparsi appelli per un nuovo esodo con l’invito a entrare a Ceuta dal Marocco il 15 agosto.

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