Carletto, l’oracolo di piazza Barberini

Dalle profezie su Meloni alla tormentata alleanza con Renzi, fino all’attacco a Bettini: le sentenze di Calenda alla prova della realtà.

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ANSA

L’ultima sentenza di Carletto Boom riguarda il giudizio sul nostro direttore, Goffredo Bettini, indicato come il male della politica italiana. Ma andiamo con ordine.

C’è una cosa che bisogna riconoscere a Calenda: la prudenza non fa per lui.

Il meteorologo dice: «Probabili precipitazioni».

Lui no. Lui, esso, si sporge dalla finestra di piazza Barberini, guarda il cielo su per via Veneto, scruta e vaticina:

«Domani sole. Per sei mesi precisi, non un giorno di più».

E poi magari piove.

Prendiamo Giorgia Meloni.

Settembre 2022: Calenda sentenzia che non governerà, perché il centrodestra non ha i numeri.

Il centrodestra vince, Meloni governa.

Poi arriva l’affondo: il governo durerà sei mesi.

Siamo ad agosto 2026, il governo è ancora lì. Più che una previsione, sembra una maledizione al contrario.

Nel frattempo c’era anche la soluzione alternativa: Draghi. Doveva restare lui. Non è rimasto.

Poi c’è il capitolo Renzi, che è una saga a parte.

Prima: «Niente partito con Renzi».

Poi: lista con Renzi.

Poi: federazione con Renzi.

Poi: partito unico con Renzi.

Poi: «Renzi è totalmente inaffidabile».

Un percorso politico che assomiglia più a una giostra medievale alla quale si è iscritto in quanto Cavaliere di San Sisto e di San Marone, Gran Siniscalco di Ruvo di Puglia, Marchese di Aurocastro. Ovvero Brancaleone da Norcia con il suo Aquilante, ronzino che si muove a forza di mazzate in testa, sbagliando spesso direzione.

Brancaleone: «Seguimo Aquilante, lui conosce la via della fuga!».

Il partito unico del centro doveva arrivare al 15 per cento. Non è arrivato da nessuna parte. È evaporato prima ancora di nascere.

Cinque giorni gli sono invece bastati per un altro capolavoro: accordo con il PD firmato il 2 agosto 2022, rotto cinque giorni dopo.

Nel mezzo, giudizi su tutti: Salvini «incapace», Conte affetto da «cretinismo filoputiniano», Di Maio «trasformista», Bonelli e Fratoianni «un’accozzaglia», Schlein ridotta a una visione morale della politica.

Alla fine, una postura che somiglia a quella del picchiatello che si dirige senza indugio al casello e sente alla radio che c’è un matto che ha imboccato l’autostrada nel verso sbagliato. Mentre fa lo slalom esclama:

«Ma quale uno? Sono tanti!».

E qui arriviamo all’ultima perla: il giudizio su Goffredo Bettini, indicato come il male della politica italiana.

Ci sembra francamente esagerato, eppure abbiamo grande considerazione del nostro direttore. Considerazione e ambizione. E una certezza: coccolando il dubbio metodico, ne ha indovinate parecchie. Sicuramente di più, molte di più, del profilo stentoreo dell’uomo di Montezemolo.

Ma noi a Carlo vogliamo bene lo stesso e vogliamo dedicargli un richiamo tratto dalla storia millenaria di Roma, che pare piacergli tanto. Nonostante sia ossessionato dal pareggio, che in politica non è mai un’opzione. Così come non lo è l’idea, bizzarra per un liberale, di imporre i propri capricci e imbrigliare in maniera autoritaria la realtà.

Commodo, imperatore romano, si credeva Ercole. Si vestiva da eroe, si percepiva invincibile e pensava che bastasse dirlo per esserlo. Bellissimo il busto esposto ai Musei Capitolini: leone di Nemea in testa, clava, pomi delle Esperidi, globo celeste, cornucopie, pelta, tritoni, amazzoni. Tutto compreso.

Purtroppo, però, Ercole non lo era. Nonostante il busto. E fu strangolato nell’ambito di una congiura di palazzo.

Forse è proprio questa la lezione più semplice: non è una buona idea sputare sentenze a raffica o ergersi al di sopra delle proprie possibilità.

Soprattutto quando le sentenze riguardano uomini che hanno fatto la storia della sinistra e che ancora contano nel dibattito pubblico per la sola forza delle idee che esprimono.

Tra dire «Io so’ io e ho ragione» e averla davvero, c’è di mezzo la storia. O la cronaca.

E la storia, finora, con Carletto, ha sempre avuto l’ultima parola. E anche la cronaca.

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