Cannabis, un proibizionismo antico che aiuta le mafie

Dal mercato nero ai rischi per la salute: il dibattito sulla cannabis resta aperto tra libertà individuale, prevenzione e responsabilità dello Stato.

Angelo BonelliConfrontiPOLITICA
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ANSA

In Italia abbiamo 6 milioni di consumatori di Cannabis che l'acquistano liberamente nelle piazze di spaccio controllate dalla criminalità organizzata. Le sostanze sono già libere nelle Piazze e non c'è nessuna legge che potrà impedirne la diffusione. Non vi è alcun dubbio, come scrive Sorrentino, che dobbiamo avere consapevolezza degli effetti delle sostanze e certamente un ruolo fondamentale lo devono svolgere le scuole. Ma dobbiamo uscire da una profonda ipocrisia: siamo circondati da sostanze che fanno male alla salute, che creano dipendenza e sulle quali lo stato consente la libera vendita e vi applica le tasse come l'alcool e i tabacchi. In Italia, l'alcol causa tra le 17.000 e le 20.000 morti l'anno, rappresentando una delle principali cause di mortalità prematura, specialmente tra i giovani fino ai 24-29 anni. In Italia, il fumo di tabacco causa circa 93.000 decessi ogni anno, rappresentando la principale causa di morte evitabile, superando la somma dei morti per droga, alcol, incidenti stradali e omicidi. I tabagisti perdono in media circa 10 anni di vita. Al contrario in Italia, non esistono casi documentati di morte per overdose letale causata esclusivamente dal consumo di cannabis naturale.

La Cannabis ha un effetto positivo sull’equilibrio delle neurotrasmettitori nel sistema endocannabinoide dei pazienti affetti da Alzheimer e può attenuare gli sbalzi d’umore e alleviare i problemi psicologici, rappresentando quindi un sollievo significativo nella cura dei malati di Alzheimer. Ma io non sono un medico e questo ragionamento lo lascio alla scienza .

Ma una cosa è certa già oggi lo Stato vende consapevolmente sostanze dannose alla salute come alcool e tabacco da cui ricava imponenti entrate fiscali senza alcuna esitazione di ordine morale. Allora perché questo accanimento contro la Cannabis? Il rapporto European drug del 2025 indica che in Italia il consumo della Cannabis vale tra i 7 e i 10 miliardi di euro. Un mercato totalmente gestito dalle mafie. Penso lo stato debba frapporsi tra i consumatori e la criminalità dando luoghi legali e sicuri per la vendita. La più grande patrimoniale contro le mafie sarebbe proprio la legalizzazione della cannabis che porterebbe come entrate fiscali oltre 3 miliardi di euro all'anno che potremmo destinare alla sanità pubblica del nostro paese.

Gli effetti della Legalizzazione sarebbero importanti anche sui minori costi delle spese di repressione rappresentati essenzialmente dalla riduzione delle spese per la magistratura e il sistema carcerario e per le forze di polizia che verrebbero impiegate per contrastare la criminalità e non perseguire chi commercia o acquista l'erba riempiendo le nostre carceri di giovani.

Perchè questa guerra e criminalizzazione della Cannabis? La canapa è una delle piante più antiche dell’umanità e usata dall’uomo da diecimila anni. Paradossalmente, fino a cento anni fa si poteva acquistare in una farmacia insieme a morfina e cocaina. È una pianta di cui esistono diverse specie e che ha diversi usi, industriale, medico e ricreativo. Ma se la canapa è sempre stata accettata, come mai a un certo punto si è sentito il bisogno di proibirla?

Per l’Italia il percorso verso l’eliminazione della cannabis inizia nel 1961, con la Convenzione unica sugli stupefacenti approvata dalle Nazioni Unite, cui segue la Legge Cossiga del 1975 e quella Iervolino Vassalli del 1990. Una battuta di arresto del proibizionismo si ha con il referendum voluto dai radicali nel 1993, con il quale si abroga la detenzione per uso personale. Ma nel 2006 la Legge Fini-Giovanardi elimina la distinzione tra droghe leggere e pesanti (poi dichiarata incostituzionale).

Nel 2012 il governo Monti prova a ragionare su una legalizzazione finalizzata a entrate che avrebbero ridotto il debito pubblico, senza risultati. Nel 2021 un referendum organizzato da una rete di associazioni e partiti, tra cui “Meglio Legale”, porta alla Cassazione ben 630.000 firme dei cittadini per chiedere un referendum sulla cannabis, dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzonale. Il segretario della Lega e ministro, Matteo Salvini ha aperto una crociata o meglio una guerra ai negozi di cannabis light, nel frattempo aperti in tutta Italia. Solo tra il 2018 e 19 sono stati impiegati 26.000 agenti per sequestrare 14 chili di sostanze, un costo di due milioni e mezzo, praticamente 500 euro a grammo.

Il ddl Sicurezza approvato, contiene il divieto di importazione, cessione, lavorazione, distribuzione, commercio, trasporto, invio, spedizione e consegna delle infiorescenze della canapa, anche in forma essicata e compresi estratti, resina e oli” (quindi di tutte le tipologie, anche quelle senza principio attivo thc, come la cannabis detta “light”). E questo nonostante la Corte di giustizia europea abbia stabilito che gli stati membri non possono imporre limitazioni alla coltivazione della canapa industriale. In Europa la coltivazione della Cannabis light è legale, in Italia con il Dl sicurezza all'improvviso 15.000 lavoratori sono stati dichiarai fuorilegge!

Restiamo l’ultima roccaforte di un proibizionismo antico che favorisce le mafie, nonostante l’Onu nel 2020 abbia rimosso la cannabis dalle sostanze particolarmente dannose, definendola sostanza con valore terapeutico e basso rischio di abuso. Legalizziamola per espropriare la mafia di oltre 7 miliardi di euro e di liberare dall'illegalità 6 milioni di consumatori. Con la canna fumata da Fedez, nemmeno tanto bene perché non sono un fumatore, ho voluto evidenziare un problema che esiste e che va affrontato. Non possiamo criminalizzare i consumatori e il mercato della Cannabis va tolto alle mafie .

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