Cannabis: lettera a un adolescente inquieto

Lettera a un giovane sui rischi dell'uso di droghe in giovane età, dal libro "Cannabis, il pomo della discordia"

Rosario SorrentinoConfronti
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ARCHIVIO RINASCITA

Pubblichiamo di seguito il primo capitolo del libro "Cannabis, il pomo della discordia" di Rosario Sorrentino. Immagine di copertina di Alessio Vitelli


Hei! Hai diciott’anni appena compiuti hai il fuoco dentro di te. Un'età meravigliosa, piena di idee, di sogni e di tante ambizioni. Ma sei confuso, inquieto, ce l’hai col mondo intero, anche se il mondo non ce l’ha con te. Sempre pronto a scattare, ad alzare gli occhi al cielo quando qualcuno ti parla, si rivolge a te. I tuoi improvvisi cambiamenti di umore, la rabbia negli occhi, nella tua voce. E quella voglia di trasgredire comunque, di vedere sempre ‘che effetto fa’.

Alcol, droghe, le ore piccole ogni sera. Va bene tutto, pur di stordirti e di scappare dalla realtà. Si, perché, più ti proibiscono qualcosa e più alla prima occasione fai esattamente il contrario, tutto soddisfatto di te. Ma poi pensi, che ne sanno gli altri di come ti senti, cosa ti passa per la mente, quello che provi veramente dentro di te. Un tormento che non ti da pace, che ti toglie il respiro e un senso di angoscia profondo. Sono solo capaci a giudicare con i loro sguardi schifati, a controllarti ogni momento. A dirti quello che devi o non devi fare. Ne hai le palle sin troppo piene di certi discorsi, raccomandazioni continue, avvertimenti vari.

Li senti spesso parlare, critiche su critiche, alle tue spalle. Intere giornate spese con discorsi assurdi sul tuo carattere, messo sotto accusa su tutta la linea. Anche se di casini ne hai combinati, lo sai, e chissà quanti ancora ne combinerai. Ti senti solo, sei convinto che nessuno si accorga di te, che non ti ascoltino. Perlomeno non come vorresti tu, perché non capiscono, non sanno leggerti dentro, sono incapaci. Ma tu, di una cosa sei certo: vuoi la rivincita. Vuoi dimostrare a te stesso chi sei veramente, quello che vali. Gliela farai vedere prima o poi a quelli lì. Desideri spaccare il mondo, vuoi il successo, ma subito, te lo ripeti ogni giorno. Ti vuoi distinguere, ma la tua autostima è ancora precaria o inesistente, cosa che ti condiziona molto, ti limita nella tua azione, nelle tue scelte. Giuri comunque a te stesso che farai grandi cose, le ambizioni di certo non mancano. E questo ti da la carica solo a pensarlo, ti fa provare forti emozioni.

Vuoi che la gente ti noti, che parli di te. In fondo che chiedi? Solo di uscire dall’anonimato, dal gregge. Ti senti come un leone che può permettersi di camminare da solo, sfidando chiunque. Perché pensi di essere davvero unico, speciale, di avere qualcosa di diverso dagli altri. Forse è vero, forse no. Vedi, quello che ti guida in questo momento della tua vita, è ciò che conosci meglio di chiunque altro: le tue emozioni. Le metti davanti a ogni cosa, del resto non vuoi proprio saperne. Sono loro a scandire il ritmo della tua esistenza, sono loro che colorano le tue giornate, dando un senso alla tua vita. Sembra però che non ti bastino mai. Ne cerchi sempre di più, di più. Ma non ti saziano, se non per poco. Anche per questo cerchi di esplorare il tuo mondo interiore, come una persona assetata, nella speranza di provare qualcosa che non hai mai provato finora.

Ma il pericolo sta proprio lì, e non te ne accorgi. Sai, ho vissuto anch’io quello che provi, quel senso di incertezza, quasi di inutilità. Di vuoto assoluto. Sono stato adolescente molto prima di te, me lo ricordo come se fosse ieri, come se il tempo non fosse passato. Non so tu, ma alla tua età la mia passione è stata la musica, la ascoltavo e la suonavo. Saltavo la scuola appena potevo, i miei genitori erano disperati. Sognavo di diventare un grande batterista e per tanto tempo ci ho creduto davvero, che fosse quella la mia strada. Poi pian piano quella passione è scemata e si è trasformata in qualcosa di diverso che ho imparato ad amare davvero. Alla tua età, lo sai bene, la passione significa molto, è tutto.

È una infatuazione, un innamoramento profondo che ti fa vivere sensazioni straordinarie, che ti stordiscono e ti riempiono. È la bussola che ti orienta verso qualcosa che vuoi raggiungere, che senti vivo dentro di te. Qualcosa che ti fa sopportare frustrazioni, sconfitte e ostacoli vari. Ma che ti dice di andare avanti, di non fermarti, di non mollare mai. Tieni bene a mente, però, che si impara più dalle sconfitte, che dai successi. Cadrai e ricadrai tante volte, ma non far mai mancare nella tua vita l’ottimismo, l’entusiasmo e la curiosità. I Pink Floyd, con la loro alchimia psichedelica, hanno scandito a lungo il ritmo della mia giovinezza. Hanno contribuito a creare quella atmosfera surreale, quasi da sogno, facendomi credere, illudendomi forse, che i sogni potessero realizzarsi da sé, con poco sacrificio e poco sudore. Ma non è cosi. Cominci a guardarti dentro, a crederci davvero nei tuoi sogni, ma fino in fondo, e fallo con umiltà, con costanza. Perché se non ci credi tu, sarà più difficile che si realizzano o che ci credano gli altri. E non dimenticare mai, che le idee che sbarcano nella tua mente, nella tua coscienza, sono gli embrioni della creatività e dell’immaginazione. Non lasciarli cadere, ma inseguile. Perché da lì può nascere qualcosa di veramente straordinario, che potrà realizzarsi se ti accompagnerà forte, il desiderio di raggiungerli e farli tuoi per sempre. Non ti dimenticare che alla tua età ci si sente fieri, orgogliosi, di fare ciò che ami e in cui credi profondamente.

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