Caldo estremo, serve una svolta climatica per un’Italia più giusta

Il caldo mostra la crisi climatica: non bastano bollettini e ordinanze. Servono città verdi, lavoro sicuro, energia pulita, giustizia sociale e pace, da subito.

Enrico RossiFlusso Quotidiano
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ANSA

L’ondata di calore che sta attraversando Italia ed Europa ha già superato i confini della normale emergenza estiva. In Francia e Spagna si registrano picchi oltre i 40 gradi, scuole chiuse, trasporti rallentati, reti elettriche sotto pressione e vittime legate al caldo o ai tentativi di cercare refrigerio. In Italia l’anticiclone africano spinge le temperature verso i 40 gradi, con notti tropicali, allerte sanitarie e città costrette a fare i conti con un caldo sempre meno eccezionale.

Questo caldo non è un’anomalia: è il volto quotidiano della crisi climatica. Per anni ci hanno detto che erano allarmi esagerati; ora basta guardarsi intorno. Il clima decide quando si lavora, come si viaggia, quanto costa raffrescare casa e quanto reggono scuole, ospedali e quartieri senza alberi. Il governo continua a trattarlo come un problema occasionale: ordinanze, bollettini, raccomandazioni, cassa integrazione per chi lavora all’aperto. Misure utili, ma insufficienti. Serve un piano di adattamento: città più verdi, meno asfalto, più ombra e acqua, trasporto pubblico, case popolari riqualificate, scuole protette, reti moderne, orari e tutele.

Sicurezza oggi è anche sicurezza climatica: non morire in un campo sotto il sole, non lasciare anziani soli in case roventi, non condannare i quartieri poveri perché hanno meno verde. Significa cambiare energia: basta fossili, basta pensare che il gas sia il futuro. Sole, vento, risparmio, efficienza e tecnologie pulite non sono un lusso, ma la condizione per un Paese meno fragile e meno ingiusto. Il negazionismo minimizza: dice che costa troppo e che prima viene l’economia. Intanto cresce l’economia della guerra: armi, missili, emissioni, distruzione. Si investe nella paura invece che nella conversione ecologica. La scelta è netta: pace, lavoro dignitoso, giustizia sociale ed energia pulita.

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