Bologna riempie la sala per Rinascita: lavoro, socialismo e pace
Alla Camera del Lavoro, due ore di confronto con Bettini, Conte, Lepore, de Pascale e Sportiello sul futuro della sinistra e sull’alternativa alla destra.

ANSA
Ieri alla Camera del Lavoro di Bologna, una sala gremita ha accolto la presentazione di Rinascita: giovani e giovanissimi, esponenti della cultura, amici e autori della rivista. Due ore di confronto politico sul lavoro, sul socialismo e sulla pace, con lo sguardo alle scelte che attendono la sinistra.
Michele Bulgarelli, segretario della Camera del Lavoro, ha aperto la serata dal rapporto tra lavoro e rappresentanza, richiamando il sindacato come corpo sociale vicino ai lavoratori e alle nuove generazioni. Il sindaco Matteo Lepore è tornato alle parole fondative della sinistra: il socialismo, l’esperienza di Mamdani a New York, la Costituzione come bussola.
Goffredo Bettini ha ripercorso il fascino umano e politico del socialismo, dalla sinistra tedesca allo spartachismo, come rivolta e riscatto degli ultimi. Sull’Ucraina ha insistito sulla necessità della pace e sul rifiuto di demonizzare la Russia, europea e asiatica insieme come teorizzata nelle diverse visioni di Lenin e Stalin.
Per Gilda Sportiello, Rinascita è uno strumento indispensabile davanti a un’informazione dominata dalla superficialità, dai titoli social e dalle fake news. Michele de Pascale ha evocato il rischio di un decennio di destra, criticando Ursula von der Leyen, «non idonea», e la spesa militare al 5 per cento, che «distruggerebbe il welfare».
Nel corso del suo corposo intervento conclusivo Giuseppe Conte ha indicato nei decreti sicurezza il più grande fallimento del governo e ha contestato l’invio indiscriminato di armi all’Ucraina. Qui la convergenza con quanto detto dal direttore Bettini: un aiuto difensivo può avere spazio durante la trattativa, purché finalizzato e condizionato alla firma della pace. Una tregua, la neutralità di Kiev e una conferenza di pace i passaggi indicati dal direttore. Conte ha espresso il proprio accordo sulla difesa comune, richiamando la patria civile e il ruolo dei soldati italiani nel mondo.
Una serata che conferma il contributo di Rinascita tra politica e cultura, davanti a una comunità che chiede ormai un quotidiano, nell’auspicio della vittoria del campo largo.
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