Ben-Gvir, l’orrore esibito come programma politico

Il ministro israeliano si vanta del peggioramento delle condizioni dei detenuti palestinesi e trasforma ancora una volta umiliazione, vendetta e disumanizzazione in propaganda elettorale.

Umberto De GiovannangeliFlusso Quotidiano
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ANSA

Itamar Ben-Gvir, ovvero al peggio non c’è mai fine. La campagna di disumanizzazione di cui il ministro della Sicurezza nazionale israeliano è tra i massimi artefici, si è “arricchita” (sigh) di un’altra pagina che definire vergognosa è un eufemismo. In piena campagna elettorale, l’ammiratore di Yigal Amir, l’assassino di Yitzhak Rabin, ha postato un video nel quale si dice fiero per il deterioramento delle condizioni di detenzione delle condizioni di detenzione dei palestinesi nelle carceri di Israele. Ben-Gvir è uso farsi immortalare nei luoghi dello scempio di cui si fa vanto. Dopo gli attivisti della Flotilla, mostrati in ginocchio, ammanettati, prostrati, come fossero trofei di guerra, stavolta Ben-Gvir si è esibito durante una visita alle detenute palestinesi nel carcere di Damon, nel nord di Israele. Tronfio, il ministro, perché tale è, si è rivolto a loro con feroce disprezzo.

«'Sono orgoglioso che siamo riusciti a ridurre al minimo le condizioni carcerarie dei terroristi», ha dichiarato in un video condiviso sui social, in cui paragona le condizioni di detenzione dei palestinesi a quelle degli israeliani tenuti in ostaggio da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese dopo il 7 ottobre 2023.  «I nostri ostaggi non avevano shampoo e non godevano di buone condizioni. Sono orgoglioso che siamo riusciti a ridurre al minimo le condizioni carcerarie dei terroristi. I campi estivi nelle prigioni sono finiti», ha dichiarato Ben Gvir rivolgendosi alle detenute, ammassate contro il muro e con il volto oscurato nel video. Ben-Gvir, il ministro che ha festeggiato il suo compleanno con una torta decorata con un cappio per celebrare l’approvazione alla Knesset della legge che introduce nella legislazione di Israele la pena di morte, riservata ai palestinesi; che ha proposto che le carceri di Israele, in cui i palestinesi vengono imprigionati anche senza processo e sottoposti alla fame alla sete alla tortura, siano circondate da canali con coccodrilli per impedire la fuga, o eventualmente trasformarla in spettacolo, e altre oscenità del genere. Israele non merita questo.

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