Anche Vance attacca il Papa: tra Washington e il Vaticano una crisi senza precedenti

Dopo le parole del presidente arriva l’affondo di Vance. Ora i rapporti tra Stati Uniti e Santa Sede precipitano: tensione politica, diplomatica e religiosa senza precedenti

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ANSA

La rottura tra Washington e il Vaticano è totale. Dopo le parole di Trump, a rincarare la dose sono arrivate le dichiarazioni del vicepresidnete JD Vance che, anziché smorzare le polemiche, ha nuovamente attaccato Papa Leone XIV. «Ritengo che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali - ha detto il vicepresidente americano - e che lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane». Un nuovo affondo che rende più profonda la crisi tra il Vaticano e la Casa Bianca e che rischia di incrinare non solo il rapporto tra Trump e gli alleati, ma anche quello con il suo elettorato cattolico.

Quel che è certo è che si tratta di uno scenario inedito con una crisi senza precedenti nei rapporti politici e diplomatici tra il Vaticano e gli Stati Uniti. In una storia pur costellata di momenti di tensione e di lontananza tra il potere politico americano e quello religioso, mai lo scontro era uscito così tanto dai confini istituzionali. Un attacco diretto di un presidente americano ad un pontefice, peraltro ribadito e rincarato dal suo secondo il giorno successivo, rende esplicita e personalizzata la crisi. Nel suo attacco personale a papa Leone XIV, Trump rompe con quell’approccio diplomatico ed istituzionale basato su prudenza, rispetto reciproco e mediazione. E lo fa attaccando direttamente il pontefice, sminuendone la figura di leader religioso per riportarlo dentro un più terreno quadro politico criticandone, addirittura, «la politica estera». Parole che ridimensionano il ruolo di guida spirituale das empre associato ai pontefici, e che per questo sono ancora più gravi perchè riducono la figura di Leone a quella di un capo di stato come un altro, soggetto, come tutti, alle sparate del tycoon. E mentre assistiamo a quella che un altro pontefice, Francesco, definì «la terza guerra mondiale a pezzi», l’uomo che ogni giorno ci porta un passo più vicini ad una crisi senza precedenti sembra sempre più offuscato dal suo delirio di potere.

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