Aaryan Shukla, il ragazzo che trasforma i numeri in immagini: «Il calcolo mentale è uno sport, voglio portarlo tra i giovani»

RedazioneInterviste
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ANSA

Ha iniziato a studiare calcolo mentale quando aveva appena sei anni. Due anni dopo, a otto anni, era già su un palcoscenico internazionale a Istanbul, in Turchia, dove conquistò sette medaglie d’oro, una d’argento e due di bronzo in diverse categorie. In quella stessa competizione stabilì anche due nuovi record mondiali nella categoria Kids. Da allora, Aaryan Shukla ha deciso di dedicarsi completamente al mondo del mental calculation. Oggi è due volte campione del mondo e detiene diversi record internazionali. Ma il suo obiettivo non è soltanto vincere: vuole far conoscere il calcolo mentale a bambini e ragazzi, non come una semplice materia scolastica, ma come un vero e proprio sport della mente.

Quando hai capito per la prima volta di avere qualcosa di diverso nel tuo modo di lavorare con i numeri?

Ho iniziato a imparare il calcolo mentale all’età di sei anni. A otto anni ho partecipato a una competizione internazionale a Istanbul, in Turchia, dove ho vinto sette medaglie d’oro, una d’argento e due di bronzo in varie categorie di mental calculation. In quell’occasione ho anche stabilito due nuovi record mondiali per bambini. Da allora mi sono concentrato completamente sul calcolo mentale.

Per Aaryan, dunque, il momento decisivo è arrivato molto presto. Non si è trattato soltanto di scoprire una capacità fuori dal comune, ma di capire che quella capacità poteva diventare un percorso, una disciplina e una parte centrale della sua vita.

Quanto contano il talento e l’allenamento? Una persona “normale” può arrivare al tuo livello?

La risposta di Aaryan è netta: il talento esiste, ma da solo non basta. «Direi che il 90% è pratica quotidiana, allenamento e duro lavoro. Il talento può contare per il 10%, o forse anche meno. Credo davvero che, con un allenamento strategico e costante, chiunque possa diventare bravo nel calcolo mentale».

Il suo messaggio è importante perché sposta l’attenzione dal mito del “genio naturale” alla disciplina. Dietro la velocità con cui esegue calcoli complessi non c’è soltanto una predisposizione innata, ma soprattutto un metodo costruito giorno dopo giorno.

Come funziona la tua mente quando fai un calcolo? Visualizzi numeri, immagini o segui altri schemi?

Aaryan non “vede” semplicemente numeri: il suo metodo passa attraverso immagini mentali. «Ho imparato l’abaco, il Soroban, che trasforma i numeri in immagini. Quindi io visualizzo immagini». È uno degli aspetti più affascinanti del calcolo mentale: i numeri non restano simboli astratti, ma diventano forme, posizioni, movimenti. La mente lavora come se avesse davanti uno strumento invisibile, capace di organizzare le operazioni in modo rapido e preciso.

Come cambia la vita quotidiana di una persona della tua età con un talento simile?

Per Aaryan, il calcolo mentale non è solo studio o competizione. È anche viaggio, incontro e crescita personale. «Viaggio molto in tutto il mondo, incontro persone di ogni età e provenienza. Rappresentare il mio Paese, l’India, a livello internazionale mi rende sicuramente più sicuro e orgoglioso. Anche i miei genitori mi sostengono continuamente nei viaggi e nella preparazione. Posso dire che sto vivendo una fase della mia vita molto attiva, con tante esperienze e molta esposizione».

La sua abilità gli ha aperto porte che vanno oltre le gare. Gli ha permesso di conoscere culture diverse, confrontarsi con persone di tutto il mondo e portare il nome del suo Paese nei contesti internazionali: una responsabilità importante, soprattutto per un ragazzo così giovane.

Qual è il tuo obiettivo più grande per il futuro, oltre a battere nuovi record?

Aaryan ha già vinto molto. È due volte campione del mondo e detiene diversi record. Ma il suo sguardo sembra andare oltre il risultato personale. «Ora il mio prossimo obiettivo è diffondere il calcolo mentale tra bambini e giovani, non come una materia, ma come uno sport. Vorrei che un grande numero di persone potesse avvicinarsi a questa disciplina».

È forse questa la parte più interessante della sua storia: Aaryan non vuole essere soltanto un campione, ma un ambasciatore. Vuole dimostrare che il calcolo mentale non è un talento misterioso riservato a pochi, ma una pratica che può essere imparata, allenata e condivisa.

In un’epoca in cui la tecnologia sembra svolgere ogni calcolo al posto nostro, la storia di Aaryan Shukla ricorda il valore dell’allenamento mentale, della concentrazione e della disciplina. Per lui, i numeri non sono soltanto cifre: sono immagini, movimento, competizione e futuro.

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