A Cobra Fumou. Il Brasile e la Liberazione d’Italia

Un documentario per raccontare il contributo dimenticato della Força Expedicionária Brasileira sulla Linea Gotica e il legame nato con le comunità italiane.

Viviano PascucciBattaglia delle Idee25 APRILECINEMA
25aprile.jpg

ANSA

La memoria storica riportata nei programmi scolastici si allinea su un “canone” ben definito, quando bisogna parlare della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Il merito viene dato quasi esclusivamente al binomio Regno Unito-Stati Uniti o, molto più raramente, viene fatto un piccolo riferimento al contributo dei soldati esuli francesi, polacchi o di qualche battaglione coloniale del Commonwealth. Le motivazioni, per quanto non condivisibili, hanno una loro logica: bisogna fissare pochi grandi punti per rendere più semplice l’insegnamento di un argomento complesso come il secondo conflitto mondiale e per renderlo compatibile con il formato compatto richiesto dalla didattica, dato che le ore dedicate all’insegnamento della storia non sono sempre abbastanza nei programmi scolastici per affrontare in modo approfondito tutti gli argomenti. La semplicità, però, non è tipica della storia ed è qui che entra in gioco un “attore” che non trova mai, o quasi, posto nella memoria collettiva, e lo fa in un modo unico.

Il Brasile era governato, dal 1930, dal dittatore Getúlio Vargas, di fatto un sostenitore del fascismo. Tuttavia, temendo ritorsioni sia economiche che militari da parte degli Stati Uniti d’America, Vargas si allineò agli Alleati dichiarando guerra all’Asse. Il Brasile inviò quindi, come rinforzo agli Alleati, una divisione di circa 25.000 persone, che comprendeva fanti, aviatori e personale di supporto come tecnici e infermiere. Queste persone formarono la Força Expedicionária Brasileira (FEB), e basterebbe vedere lo stemma che scelsero per rappresentarli per capire che ci troviamo davanti a una storia particolare: un serpente con la pipa in bocca. Una scelta curiosa, quasi infantile, che è una risposta brasiliana al nostro “asino che vola”. Si diceva infatti, in Brasile, che era più facile vedere un serpente fumare la pipa che vedere il Brasile schierarsi in quella che si sarebbe trasformata presto nella Seconda guerra mondiale e quando il Brasile dichiarò guerra, quel serpente con la pipa, o “cobra” in portoghese, fu la scelta più logica per rappresentare la divisione. Nonostante l’orientamento politico di Vargas, in guerra i soldati brasiliani si rivelarono alleati affidabili per l'esercito americano, ma soprattutto stabilirono un rapporto di profonda solidarietà e amicizia con le comunità locali, in particolare con quella pistoiese, comportandosi in modo umano e empatico.

Inoltre, sebbene abbiano combattuto per un periodo relativamente breve (dall’autunno del 1944 all’aprile del 1945), le loro azioni militari furono fondamentali per la liberazione dell’Italia dall’occupazione tedesca, con il sacrificio di più di 400 soldati, caduti nelle battaglie campali a cui la FEB partecipò per liberare la Linea Gotica.

Il documentario A Cobra fumou – Il Brasile e la liberazione d’Italia vuole raccontare questa storia. In un quadro storico immenso come quello della Campagna di Liberazione dell’Italia, 25.000 soldati possono sembrare pochi rispetto alla quantità che tutti gli eserciti coinvolti schierarono, ma nello specifico teatro dell’Appennino Tosco-Emiliano il contributo dei Brasiliani è stato determinante e, in alcune zone, il ricordo è ancora vivo. Per la realizzazione di questo documentario è doveroso ringraziare l’Associazione Toscana Volontari della Libertà, la casa editrice Tralerighe e il Centro Studi di Storia Contemporanea Carlo Gabrielli Rosi per il loro sostegno. È stato altrettanto essenziale il supporto dato sia dall’Ambasciata del Brasile sia dalle varie associazioni lungo il territorio dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra cui quello di Linea Gotica Pistoiese. 
A Cobra Fumou — di cui ho curato il soggetto — è stato proiettato in occasione dell’incontro annuale dell’AnvFEB (Associação Nacional dos Veteranos da FEB) presso Rio de Janeiro il 21 ottobre 2025 e, più recentemente, c’è stata la prima proiezione in Italia, a Pistoia, il 22 aprile 2026.

Il documentario è un prodotto pilota: si tratta di una videolezione che vuole introdurre come argomento il contributo della FEB all’interno della cosiddetta Linea Gotica, l’insieme di fortificazioni erette dal Terzo Reich lungo l’Appennino Tosco-Emiliano, ma è stato concepito come il primo passo di un progetto più ampio che comprende un ulteriore documentario più approfondito e, potenzialmente, un podcast divulgativo. Al momento è disponibile il trailer ufficiale del documentario.

A Cobra fumou rappresenta un debutto sia per me che per Giacomo Zaccaron, che ha curato tanto la regia quanto la fotografia del documentario. Per il contesto storico è stata preziosa la consulenza dello storico Andrea Giannasi, di Mario Pereira, figlio del veterano brasiliano Miguel Pereira e uno dei principali divulgatori della storia della FEB, del presidente di Linea Gotica Pistoiese Paolo Franceschi e di Silvio Jorge Ribeiro, che hanno aiutato me e Giacomo Zaccaron lungo tutto lo sviluppo del documentario in modo fondamentale e con gentilezza. Per lo stesso motivo dedico un sentito ringraziamento anche agli ex addetti militari dell’esercito presso l’ambasciata del Brasile a Roma il Generale Sergio Alexandre de Oliveira, al Colonnello Jauro Francisco e al Colonnello Rodrigo Coutinho Ferreira, tutt’ora addetto militare dell’esercito. Infinine si ringrazia anche l’ambasciatore del Brasile Renato Mosca.

Se hai trovato utile questo articolo, sostieni Rinascita: abbonarsi significa sostenere il pensiero critico e ricevere la rivista cartacea direttamente a casa

Abbonati